About me

Nome: Dario
Alias: Tré Cool/Nimrod
Compleanno: 9 giugno
Segno: Gemelli
Anni: 16
Altezza: 1.90!!!

Macy’s Day Parade-Green Day



Today’s the
Macy’s Day Parade
the night of the living dead is on its way
with a credit report
for duty call
it’s a lifetime guarantee
stuffed in a coffin
“10% more free”
Red light special
at the mausoleum

What’s the
consolation price?
Economy sized
dreams of hope
Give me something
that I need
Satisfaction guaranteed
Because
I’m thinking about
A brand new hope
The one I’ve ever known
‘cause now I know
It’s all that I wanted

Odio

Zagarolo, i coatti, il greco, chi non conosce qualcuno ma ne parla male, il fatto che ogni volta che incontro qualcuno mi chiedono sempre quanto sono alto (soprattutto i parenti, anche se mi avevano visto il giorno prima), dovermi tagliare i capelli, dimenticarmi le canzoni che compongo (---), abitare lontano da tutto e tutti, il razzismo (quello vero, non quello del Bo=), gli sforzi inutili, essere alto, i giochi di ruolo on-line

Amo

Amo Livia, più di ogni altra cosa al mondo. Amo ogni cosa di lei. Amo i suoi baci, le sue coccole; amo vedere i suoi occhioni dolci perdersi nei miei, mentre la stringo
fra le mie braccia.
Amo la scuola, i compiti, studiare, la prof. Ferraioli (insomma: amo scherzare!).
Giorgio e Elio, e,
in generale, gli amici.
Simone & Francesco, il celebre duo della polka
oramai sciolto.
Il Bo, il Bibbo e il Saletta. Benedetta e Simone.
Il grandissimo
Federico Castagna.
Amo la musica, e suonare la mia batteria immaginaria mentre la ascolto.
Amo disegnare fumetti, e caricature, e scherzare sul mondo per non farmi schiacciare da esso.
Amo la psichedelia, i viaggi, i bei ricordi, e tutto ciò
che mi fa sognare.
Un piccolo rito scaramantico: sputare sul portone dell’Albertelli, la mia
(odiata) scuola.
Il Giovannino, e, lo ammetto, anche Dario Lapenta, che, con la loro stupidità, mi hanno regalato così tante risate.

Musica

Beatles, Franz Ferdinand, Green Day, Oasis, Queen, Coldplay, U2, Kaiser Chiefs, Red Hot Chili Peppers, Darkness, Blink 182

Film

Il Signore delle Orge, Il Grande Dittatore, Un Sacco Bello, Non Ci Resta che Piangere, Ricomincio da Tre,

Libri

Tutte le storie di Conan Doyle, Tolkien, Italo Calvino, “Baudolino” di Umberto Eco, “Ivanhoe” di Walter Scott

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Il Primo Banco?
Pica REMIX

2. Day Tripper
The Beatles

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And Yoko
The Beatles

5. Hysteria
Muse

6. Porto Dio
San Culamo

7. Lady Madonna
The Beatles

8. Knights Of Cydonia
Muse

9. Mean Mr Mustard
The Beatles

10. Oh My God
Kaiser Chiefs

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giovedì, 14 dicembre 2006

Un giorno qualunque, per il IC.

Se non fosse per quella pesante atmosfera palpabile nelle ultime due ore di lezione.

Sembra una scena già vista… Sembra uno di quei bunker nazisti alla fine della guerra. Hitler che cammina nervosamente per la stanza, e gli ufficiali, seduti vicino a lui con lo sguardo perso.

Il pensiero vola.

 

Questione di giorni, forse di ore, e i loro destini si compieranno. Non sanno cosa accadrà, ma in fondo, forse, lo immaginano. Quando tutto sarà finito, alla fine della guerra, molti di loro non ci saranno più.

Con la mente persa, chi rigira tra le mani il cappello, chi fissa in terra, chi guarda malinconico qualche vecchia foto o insegna,

pensano tutti alla stessa cosa.

Intanto, fuori, il rombo smorzato delle bombe è l’unico rumore che rompe il silenzio.

 

Così appariva la mia classe oggi. Guardavo la scena come da fuori. Non ho mai particolarmente legato con i miei compagni di classe, ma si sa, la tristezza è contagiosa. Molto probabilmente, al ritorno dalle vacanze di Natale in otto avranno cambiato scuola, o classe.

E altri seguiranno, in altri modi.

 

•**•

 

Mi sto accorgendo, ultimamente, di come tutte le persone che conosco stiano andando ognuna per la propria strada, ognuna va incontro al suo destino. Queste persone cambiano, a volte contraddicono completamente il ricordo di loro stesse. Io mi sento come fermo, con questo mondo che mi gira intorno. Eppure so di non esserlo… In questo momento la mia vita non potrebbe essere

più diversa di, che so, due anni fa.

 

E’ inquietante pensare a quanto le persone cambino,

ma, a volte, è bello.

Vedere qualcuno a cui tieni che cresce, che matura,

è davvero meraviglioso.

E potergli stare accanto in quei momenti, poi, è il massimo.

 

•**•

 

Le persone vanno e vengono. Il tempo fugge.

Corriamo tutti, allo stesso modo, verso il futuro.

E tante sono le cose che ci lasciamo alle spalle…

 

Quegli stessi gesti che un tempo ci apparivano come quotidiani o scontati, apparterranno al passato, e noi li rimpiangeremo. Tanti momenti, anche quelli vissuti allora senza particolare entusiasmo sembreranno preziose memorie di tempi lontani. E’ la nostalgia che divora la realtà, che trasforma il più insignificante momento in un’ incantevole emozione.

 

•**•

 

Verrà un momento nella nostra vita in cui, di tutte le persone che abbiamo conosciuto, saranno più quelle morte che quelle vive.  Milioni di parole, gesti e sguardi che non ritorneranno più, e saranno come immagini sbiadite nella nostra mente. Molti rimpianti, verso tutte quelle persone che, nel bene o nel male, ci hanno accompagnato durante la nostra vita.

 

 

 

 

 

Per questo post ringrazio Elio,

che mi ha incoraggiato a mettere per iscritto i miei pensieri,

Giorgio, che mi ha salvato la vita per la prima volta,

e Livia, che me l'ha salvata per la seconda volta.

Ringrazio infine tutte le persone a cui voglio bene,

sperando di avervi sempre accanto.

Words by TreCool alle 21:22

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giovedì, 30 novembre 2006

Qualche giorno fa ho dato un'occhiata al contatore visite...

1000

...che dirvi...

GRAZIE PER LE VOSTRE 1000 VISITE

...o meglio...

GRAZIE PER LE MIE 1000 VISITE

Comunque, grazie a tutti voi che, ogni tanto, avete trovato il tempo per dare un'occhiata al mio blog, e grazie a te, Livia, per rendermi tanto bella la vita! 

Words by TreCool alle 20:53

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venerdì, 25 agosto 2006

La spiaggia, i moralisti e le croci fiorite

 

Qualche giorno fa ero al mare con Livia, la mia fidanzata. Lido di Anzio. La spiaggia è un carnaio di gente. Arrancando a fatica tra le fitte schiere di bagnanti, io, calpestando qualche milione di minuscoli bambini per me praticamente invisibili, indico uno stabilimento in cui fosse possibile anche solo entrare. Preso posto tra gli ombrelloni e pagato il conticino (vi dico solo che in Grecia allo stesso prezzo di ombrelloni ne prendevo quattro, non scherzo…) cominciamo ad amoreggiare, da bravi fidanzatini. Niente di osceno, non pensate… Solo qualche bacio. Forse troppi per altri. Come per il bagnino, che, inevitabile come uno sciopero della fame di Pannella, si presenta al nostro cospetto pochi minuti dopo e, tirando in ballo la sensibilità sei bambini le lamentele dei vicini e le congiunzione astrali, ci dice che “ci stiamo baciando troppo”. Bel limite da mettere a due persone che non fanno nulla di male se non amarsi. E poi, non venitemi a parlare di bambini quando siete i primi che li abbandonano davanti alla TV in balia di programmi orrendi, volgarità, ipocrisie, maschilismo straboccante, consumismo e falsi ideali… E poi gli chiudono gli occhi davanti a un po’ di vero, candido amore? Forse è vero che non c’è più nulla di sincero a questo mondo. Non sto parlando di vecchia morale e ideali. Non come gli anziani nostalgici che parlano di “bei vecchi tempi” che forse non hanno mai visto, e che forse sono soltanto una grande illusione, creata dal comune senso che tutto peggiori a vista d’occhio, ma ben sapendo nel profondo di noi stessi, che non è mai esistita alcuna epoca felice, ma solo un profondo senso di rimpianto, e migliaia di rimorsi per ciò che è stato o che non fu mai. Scusate la mia divagazione, forse a volte mi faccio prendere troppo... Tornando a noi. Quando ci fu proibita la nostra dolce occupazione, andiamo a farci un bagno, dopo aver risolto un edipico enigma su quanto fosse sicuro lasciare i nostri zaini tra una numerosa famiglia di zingari e un gruppo di vecchi rimbambiti. Usciti dall’acqua dopo avervi rinvenuto un prezioso assorbente, cogliamo l’occasione di una sporadica pioggerellina per andarcene. La giornata è proseguita piacevolmente. I tanti ricordi che quei luoghi rievocavano nella mia bella le illuminavano il volto, e lei mi raccontava di come passava i suoi giorni di bambina, del suo orsacchiotto, di quando lei e suo fratello Flavio si rotolavano nell’erba di un cimitero militare inglese, e io la guardavo mentre sorrideva raggiante indicandomi la sua casa d’infanzia e quella della sua amica che aveva persa di vista da così tanti anni… Amo queste storie. Soprattutto se a raccontarmele è Livia, la ragazza che amo più di ogni altra cosa al mondo. Quel giorno abbiamo anche avuto tempo per un momento di meritata intimità (se si esclude una gattara e i suoi mici…) nel parco. Dopo una passeggiata a piedi nudi nel cimitero sopraccitato, prendiamo il treno e ce ne torniamo a casa. E ci amiamo sempre di più.

Words by TreCool alle 20:21

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venerdì, 09 giugno 2006

Oggi, in concomitanza con il mio 16° compleanno, finalmente, dopo quattro mesi di silenzio, sono tornato con un nuovo post. E’ una piccola storia ispirata a un album musicale (vi sfido a indovinare quale). Scusate il poco senso di ciò che ho scritto, ma in quel momento ero molto ispirato. Forse nessuno di voi sentiva la mia mancanza, comunque, eccovi la storia…

 

 

Quella sera Gregor era di nuovo triste. “Forza, colpitemi!” diceva, “Sono così ubriaco che non mi importa se mi uccidete!” Poi Jacqueline fece capolino da dietro un lume, e Gregor si rialzò in piedi. Corse via con lei, e la seguì attraverso i vicoli bui, giù fino all’accademia. Lei parlava, e le sue parole scorrevano in lui come una specie di droga miracolosa. “Sono vivo!” pensava, “Ma potrei morire per la libertà, e per lei”. Jacqueline. Quegli occhi. Quelle parole… come si assaporavano sulla lingua, mentre scivolavano dolcemente verso la gola, versando una passione scura e  fantastica. E quel luogo, così calmo e dalla luce tenue, così misterioso, gli fece sognare ancora di  più su quella ragazza, ma non voleva crederci. Lei, come scorgendo i suoi pensieri attraverso i suoi occhi, si alzò in piedi, e con un sorriso lo prese per la mano, portandolo al di sopra della scalinata, guidandolo attraverso le migliaia di scaffali di documenti, dove sono scritte le vite di milioni di persone, le stanze e le biblioteche, poi, improvvisamente, gli lasciò la mano e sparì tra gli scaffali con aria spensierata, invitandolo a seguirla.

 

“Trovami e seguimi tra i corridoi i refettori

e gli archivi che devi seguire

Lascia questa industria accademica

Mi troverai nel il Matinée, il buio del Matinée

è mio, si è mio…”

 

Quando la trovò, era girata di spalle e fissava un punto lontano al di là di una porta. Gregor fece per raggiungerla, ma lei si voltò, e lo guardò con aria rassegnata. Lui tentò di muoversi, ma qualcosa di oscuro lo tratteneva, mentre tutti i documenti iniziavano a cadergli addosso, finché non fu quasi del tutto sepolto. Lei era ancora lì e lo guardava, immobile. Voleva liberarsi, ma non poteva.

 

“La vedi, non la puoi toccare

La senti, non la puoi stringere

La vuoi, ma non la puoi avere…”

 

Mille voci riecheggiavano nella sua testa

 

La vedi, non la puoi toccare

La senti, non la puoi stringere

La vuoi, ma non la puoi avere…”

 

L’atmosfera si faceva sempre più tesa

 

“Guarda cos’hai fatto, ragazzo!”

Gridò, infuriato e infelice:

“E ora sono inchiodato per te, spingendo dalla mia parte,
E’ con i tuoi peccati che tu mi hai ucciso.
Pensando ai tuoi peccati io muoio, pensando a come hai lasciato che ti toccassero.
Come non hai mai realizzato che sono drogato e sospeso, dimenticato.
Sapendo che non mi alzerò mai più”

Le porte e le finestre si spalancarono improvvisamente, ed un vento furioso fece volar via tutte le carte, in un turbinio di fogli che roteavano attorno a lui come un vortice. La sua rabbia cresceva, cresceva a dismisura, e con essa anche la tensione nell’aria che lo circondava. Il vento portò con sé le scintille che sprizzavano dai suoi occhi, e l’aria si incendiò.

 

Occhi, che si facevano spazio. Paralizzavano, controllando completamente ogni cosa.

 

“Questo fuoco è fuori controllo!

Brucerò questa dannata città!”

 

“La brucerò, la brucerò! Io, io la

brucerò completamente!”

 

Occhi, che si facevano strada bruciando ogni cosa. Seppellendo, distruggendo così dolcemente.

 

“Questo fuoco è fuori controllo!

Allora io sono fuori controllo!

E brucio, brucio…

Oh, come brucio…”

 

Ore e ore. Rabbia, delirio… Lei era sparita.

Ritrovando la ragione riflesse con amarezza:

 

“Ma forse eri soltanto l’ultimo contendente, l’ultima avventura, un diavolo che vende una linea di passione scura e fantastica.

Potevi sentire le mie labbra svestire i tuoi occhi.

La pelle poteva sentire le mie labbra, loro fremevano per l'anticipazione.

Era facile, sentire il mondo e sciogliersi su di esso.

Parole d'amore, parole così rilassate.
Le tue parole erano dardi di piacere avvelenati, legate, e così tu sei morta.”

 

“Ti rimpiazzerò facilmente, ti rimpiazzerò pateticamente
Flirterò con ogni stupida cosa che incontrerò nel mio cammino”

 

Così si incamminò attraverso una desolata strada di periferia, malinconico. Passò per molte stradine popolate da uomini, soli come lui, che al suo modo, si incamminavano verso lo stesso destino. Quale fosse però questo destino, Gregor non lo sapeva. Fatto sta che sia lui, sia forse alcuni di quegli uomini, si imbatterono in un insolito locale, troppo appariscente rispetto alla squallida zona in cui si trovava, e qualcosa gli disse che il destino comune era quello.

 

“Qui staresti come in paradiso, quindi vieni e balla con Michael

Cosi sexy, è sexy, quindi vieni e balla con Michael

Dimenticare i problemi, non è questo che vuoi? Quindi vieni e balla con Michael

E’ forte, così forte, quindi vieni e balla con Michael”

 

“Michael sei il ragazzo con i fianchi di pelle
 Capelli appiccicosi, fianchi appiccicosi, barba contro le mie labbra appiccicose
 Michael sei l’unico che vorrei
 L’unico che vorrei, l’unico che vorrei mai avere!”


”Ragazzi bellissimi su una bellissima pista da ballo.
 Michael balli come una bellissima puttana del ballo
 Michael su un piatto d’argento adesso
 E nient’altro importa, nient’altro importa!”

 

“Michael sei il ragazzo con i fianchi di pelle
 Capelli appiccicosi, fianchi appiccicosi, barba contro le mie labbra appiccicose
 Michael sei l’unico che vorrei
 L’unico che vorrei, l’unico che vorrei, si!”

 

 

La mattina seguente, Gregor si svegliò sul letto di casa sua. I vestiti odoravano ancora di alcool. Non ricordava come fosse finita la serata del giorno prima, ma era ancora molto stanco.

Guardò fuori dalla finestra. All’orizzonte si stagliava la sagoma della fabbrica accademica. I suoi corridoi e i suoi archivi erano ancora come li avevano lasciati. La loro luce soffusa lasciava in ombra gli angoli più nascosti, oscurando le tende, e i vetri intarsiati.

E il segreto di Jacqueline.

 

“Una luce blu cade sulla tua pelle perfetta

Cade, e tu torni in dietro ancora una volta
 Cade, ed è come io sono caduto
 E non lo posso dimenticare…
 E non lo posso dimenticare…”

 

 

“Un’altra estate è passata, e io sono ancora qui, fermo, ad aspettarti. Arriverà l’inverno, scorrendo nelle mie vene fuse, raffreddando tutto il sangue fino a diventare fanghiglia, congelandosi di nuovo”

 

Words by TreCool alle 18:50

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mercoledì, 08 febbraio 2006

Ieri sera sono stato al concerto degli Oasis al Palalottomatica. C’eravamo io, Simone e Francesco, il Castagnaro e Signora. Appena arrivati siamo andati a comprare le magliette, poi ci siamo sistemati in mezzo agli altri ragazzi. Non avevo mai visto tanti Liam Gallagher in una sola volta. Eravamo lì da mezzogiorno e mezza, e ci stavamo sinceramente rompendo. Avevamo trovato il modo peggiore per ammazzare il tempo, e cioè ricordare ogni cinque minuti quanto mancava all’apertura dei cancelli, che sarebbe avvenuta alle 18.30 ( e quindi sei ore!!!).
Dopo due ore passate sdraiati a non fare niente, stava arrivando l’esaurimento nervoso, e tutti cominciavamo a chiederci se non avessimo fatto male a farci convincere da Simone a venire presto (“Io ai Queen sono arrivato alle quattro ed ero ultimo!”). Fatto sta che se fossimo arrivati alle tre la gente sarebbe stata la stessa. Comunque, io, il Castagnaro e Signora ci siamo alzati per farci un giro lì intorno, abbiamo comprato dei panini e ci siamo messi a chiacchierare. Così fino alle quattro, quando sono arrivati Giorgio e Livia ( all’inizio dovevano essere Francesca e Livia…), e di lì a poco tutti si sono alzati in piedi cominciando lentamente ad “avanzare” verso i cancelli. Attorno alle cinque il cielo si è fatto improvvisamente scuro, e una nube nera si faceva sempre più fitta e grande: storni. Tutti hanno messo i cappucci o hanno addirittura aperto l’ombrello, mentre noi ci siamo riparati sotto lo striscione. Già era brutto prima, ma dopo questo lo si poteva proprio chiamare uno striscione di merda… Ad un certo punto scoppiò un applauso per un coraggioso palloncino di Spongebob, che si levava verso i volatili, in alto nel cielo, in missione di esplorazione: ma fu con grande amarezza che lo vidimo volare vigliaccamente nella direzione opposta agli uccelli. Tutto questo fino alle sei, quando la folla ha cominciato a spingere con furia verso i cancelli. Io e il Castagnaro siamo stati separati dagli altri, ma presto è arrivata Livia, mezza soffocata, e io, da eroe forte e temerario le ho fatto strada tra la folla.
Strappato il biglietto, sono stato quasi buttato fuori da quella massa ingoiatrice di persone, e mi sono ritrovato con Francesco, e insieme abbiamo raggiunto la platea. Poi Livia è salita con Giorgio nei posti a sedere, e poco dopo sono saliti sul palco, quasi inosservati, i Thrills, il gruppo spalla, e, tra i fischi del pubblico, hanno suonato qualche canzone mai sentita, tranne forse una, che faceva “New York, New York...”. Un’ altro po’ di attesa, ed ecco una voce registrata annunciare “Fuckin’ In the Bushes”, e da lì i riff di chitarra e basso della canzone, al cui termine entrano, tra il clamore generale, gli Oasis, che intonano la bella Turn Up the Sun, a cui segue Lyla, e poi la trascinante Morning Glory, che comincia a far scatenare i fan, come la rockettara Cigarettes & Alchol. Le canzoni che ho apprezzato di più durante il concerto sono state Aquiesce, The Masterplan, Live Forever, durante la quale ho preso sulle spalle Francesco, ma soprattutto Champagne Supernova, semplicemente stupenda! Gli Oasis suonano anche A Bell Will Ring, che non conoscevo, e il recente successo The Importance Of Being Idle. Bella anche Guess God Thinks I'm AbelWonderwall, The Meaning Of Soul, Don’t Look Back In Anger (anche questa mi è piaciuta moltissimo) sono fra le ultime canzoni del concerto, che si conclude degnamente con My Generation, cover degli Who, in cui stavamo tutti impazzendo e spingendoci a vicenda. Infine, gli Oasis ringraziano, e se ne vanno, le luci si riaccendono, e tutti si avviano verso le uscite. Il sollevarsi di Let There Be Love, ci fa guardare di nuovo verso il palco: vuoto, quella è solo una registrazione.
Insomma, il concerto è stato super-fantastico, come direbbe Alex Kapranos, ma, come in ogni cosa che faccio da qualche giorno a questa parte, c’è sempre qualcosa che mi lascia l’amaro in bocca: infatti oggi io e Francesca avremmo fatto quattro mesi esatti, vabbè…

Words by TreCool alle 21:47

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venerdì, 27 gennaio 2006

ADDIO A FRANCESCA

Mi hai lasciato per un tuo capriccio
Masticato e poi sputato
Tradito, con il primo coglione che hai visto
Me l’hai detto da un giorno all’altro
Dovevo aspettarmelo,
Ma credevo fossi cambiata
Non provi nemmeno un po’ di rimorso?
Adesso brucia nelle fiamme dell'’inferno...
Perchè mi hai lasciato?
Perchè non ti chiedevo di farmi pompini
O non ho mai provato a stuprarti?
Ti diverti ad essere un oggetto,
Usata per il piacere degli altri?
Orgasmi garantiti
Stavolta però l’oggetto ero io
Già mi avrai dimenticato,
Persa in un’altra delle tue storie da un giorno
Una botta e via
Non è così che va la vita,
Ma alla fine,
L’importante è che tu creda di essere felice
E ricorda,
Ti ho amato

Words by TreCool alle 18:31

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sabato, 19 novembre 2005

BLOG IN COSTRUZIONE, MA PRESTO SARA' COMPLETO, A PRESTO!!!

Ringrazio sopratutto Francesca che mi ha dato l'idea....

Words by TreCool alle 19:30

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Questo è un blog per gente seria, insomma!